attività extrascolastiche

Le attività extrascolastiche, come uscirne indenni… o quasi

Settembre è già nel vivo. La luce comincia a cambiare ed abbiamo tirato fuori le felpe in vista delle pioggerelle settembrine, o dei nubifragi visto l’andazzo. Anche il back to school si è compiuto senza grossi danni e all’orizzonte si profila un’altra annosa questione: la scelta delle attività extrascolastiche.

Facciamo una premessa seriosa: non è necessario che i bambini svolgano attività extrascolastiche, soprattutto nei primi anni e comunque almeno sino a quando non saranno loro stessi a manifestarne il desiderio. Io non sono a favore delle mille attività pomeridiane, a casa nostra esiste anche la noia e non ci piace riempirla per forza. Quindi massima libertà a voi e ai vostri bimbi e se ancora avete dei dubbi, questa è l’occasione per toglierveli tutti!

Della scelta delle attività extrascolastiche e di altri drammi (quando una mamma social diventa molto poco social)

Una frase che mi è capitato spesso di sentire suonava più o meno così “Sì, perché insomma ai bambini serve fare un po’ di sport, con l’arrivo dell’inverno usciranno meno, si annoieranno, altrimenti si rimbambiranno di fronte alla tv”…

Quindi che attività fisica sia! Dai 3 ai 99 anni!

Ehm… ma come si procede?

Nessun problema, voi lo sapete che esistono corsi per la qualunque?

Palestre, piscine, società sportive, associazioni… in questo periodo riprendono tutte le attività e i volantini promozionali si sprecano, questo è anche il momento per poter fare una prova gratuita. Prima di scegliere l’attività sportiva o ricreativa, infatti, è buona regola far vedere al bambino in cosa consisterà, in modo che la scelta possa essere un po’ più ponderata, soprattutto quando i bimbi esprimono il desiderio per un’attività che magari non conoscono bene.

Ma veniamo a noi, a noi mamme, quelle estratte a sorte per essere le accompagnatrici e che per il tempo variabile tra i 45 minuti  e l’ora e mezza dovranno convivere, in uno spazio ridotto, con le altre mamme. Dovete infatti sapere che la vostra esperienza di attività extra-scolastica vi metterà a contatto con le altre genitrici e no, non sarà sempre divertente.

Sono chiamate fuori da questao passaggio “le fortunate”, di chi parlo?

Ma delle lavoratrici full time (beh ogni tanto saranno fortunate anche loro 😉 ) che l’incombenza dell’attività extra-scolastica devono delegarla alla babysitter oppure ai nonni, agli zii o alle tate. Insomma loro se ne lavano bellamente le mani… e fanno bene!!! Ma come povere, vorrebbero tanto occuparsi dei loro cuccioli alle prese con la prima prova di danza, di ginnastica, di nuoto…

Sono una brutta persona lo so, perchè voi starete di certo pensando “che vuoi che siano due chiacchiere leggere a bordo piscina?

Alt ferme, ma voi, voi ci siete mai andate??? (a bordo piscina intendo) una botta di vita proprio, certo mai e dico mai come trascorrere del tempo nello spogliatoio di danza.

Ebbene sì, posso parlare per esperienza personale.

Rispettiamo le attitudini personali. Dei figli non delle madri (o dei padri).

Io mi rendo conto che è molto facile cadere nel “io non ho potuto farlo, lo farà lei”, ma insomma se tua figlia è un dolcissimo panzerottino e di indossare il tutù non ha alcun desiderio e se mentre tu tenti di farle lo chignon lei si unge tutte le mani di focaccia, santa pazienza forse la danza non è una cosa che le interessa e non si sta per niente divertendo. Respira e pensa che al Bolshoi ci potrai andare comunque, basta fare una capatina a Mosca 😉 .

E se la tua dolce bambina che dopo due anni di prove bisettimanali manifesta il desiderio di fare un’altra attività, non ostinarti a farle proseguire danza “perché è portata” perché a 5 anni nemmeno Carla Fracci era considerata “portata”. E no non è una bella idea insistere, pensaci. Perchè un conto è l’incoraggiamento, un altro la forzatura.

E vogliamo parlare di quando si avvicina il saggio di fine anno?

Io ad un certo punto ho seriamente temuto di non farcela, ma credo che quello sia stata la svolta. Eva si è talmente annoiata tra le prove lunghissime e le attese vuote, che ad un certo punto qualche giorno fa ha candidamente ammesso “mamma non sono sicura di voler fare ancora danza…” ero pronta a stappare lo champagne e ad appendere il tutù bianco al chiodo, salvo poi sentire il resto della frase “… mi piacerebbe fare ginnastica, forse…

Sono letteralmente stramazzata al suolo, ho finto di essere morta, ma la piccola ha continuato: “sai mamma quella ginnastica dove devi fare la ruota o anche quella dove c’è la palla. Insomma mamma, una ginnastica con i costumi luccicanti”. Dalla padella alla brace, un brivido mi ha attraversato la schiena: gare podi, medaglie… mamme motivatrici.

Comunque, da brava mamma (perché nel nostro piccolo siamo tutte brave mamme no?) mi sono subito premurata di scovare tutte le possibili associazioni sportive presenti sul territorio per fissare delle entusiasmanti prove. E ad ogni fine prova ho posto la fatidica domanda: “come è andata? Ti è piaciuto?“(in molte attività le prove sono a porte chiuse), aspettando con il fiato sospeso la risposta. Ad oggi ho collezionato: “tutto bene,  ma mi sono stancata tanto” e “qui non mi piace, tanto”. Mi sento fiduciosa forse non ci iscriveremo a ginnastica!

Ma se dalla ginnastica mi sono (forse) salvata, il nuoto è invece ricominciato con entusiasmo. Si prospettano grandi discorsi a bordo piscina…

About Giovanna

Giovanna alias Giò, amo viaggiare, il mare, i dolci, i libri per bambini, i film di Almodovar, le scarpe, il cioccolato fondente e la cannella. Quando mi appassiono ci metto l'anima, ma non cedo facilmente alle mode passeggere o alle lusinghe. La mia prima risposta e' sempre no, da buona bilancia amo ponderare tutti i pro e i contro almeno millemila volte. Chi mi ama lo fa per sempre.

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