quali sono i diritti dei figli

“Diglielo tu che ci dobbiamo sposare!” – I diritti dei figli

Nuovo appuntamento con il nostro avvocato, la volta scorsa abbiamo sorriso insieme parlando dei diritti dei genitori; oggi è il turno dei nostri figli. Ci siamo chiesti: quali sono i diritti dei figli?

Faccio una professione ben strana io.

Nessuno vuole un gran bene agli avvocati. Eppure… eppure c’è sempre un parere da chiedere, una curiosità da soddisfare.

Così, mi è capitato abbastanza frequentemente, che qualcuno (o, più correttamente, dovrei dire qualcuna) si rivolgesse a me con queste parole: diglielo tu! Tu che sei avvocato! Diglielo che ci dobbiamo sposare per tutelare i nostri figli…….

Di solito a questa richiesta segue lo sguardo implorante di lui, che sembra dirmi

ti prego, abbi pietà di me”

(a seguire silenzio – gelo – rassegnazione…).

In questi casi, con mio sommo dispiacere, la solidarietà femminile va letteralmente a farsi benedire, cedendo il passo, come è giusto che sia, alle mie competenze.

Per cui dico sempre, e lo dico anche oggi:

sposatevi per amore, perché è questa l’unica ragione che renderà indimenticabile il vostro matrimonio.

In realtà non è del tutto vero.

E se il matrimonio non fosse la soluzione?

Ci sono infinite ragioni per cui una coppia potrebbe decidere di sposarsi.

L’amore, l’abbiamo già detto.

Il riconoscimento sociale e giuridico dell’unione formata da quella coppia.

La tutela, non soltanto patrimoniale, dei coniugi.

Insomma, l’elenco è vario.

Ma, fortunatamente, oggi, i diritti dei figli di quella coppia, esistono, sussistono e sono tutelati indipendentemente dal fatto che tale coppia sia unita o meno in matrimonio.

La convinzione piuttosto ancora diffusa che vi sia una tutela differente per i figli legittimi (cioè nati all’interno del matrimonio) e per i figli naturali, è dovuta al fatto che solamente alla fine del 2012, è stato riformulato l’art. 315 del codice civile: “tutti i figli hanno lo stesso stato giuridico”.

Raramente una norma è tanto breve, chiara, sintetica e, consentitemelo, bella!

Perché è bella?

Perché in pochissime parole il legislatore, lo Stato, sta dicendo ai nostri figli: non importa che scelte abbiano fatto i tuoi genitori per regolare la propria unione. Non importa neppure se hanno deciso di non regolarla affatto. Tu, in quanto figlio, hai gli stessi diritti (e gli stessi doveri) di tutti gli altri!

Che cosa significa?

Beh, le conseguenze sono tantissime.

Ciò che ritengo decisamente importante sottolineare è che in questa maniera viene tutelato maggiormente il minore, il cui status di figlio viene riconosciuto appieno, indipendentemente dal fatto che i genitori siano o meno sposati.

Ed allo stesso modo, viene rivoluzionata la procreazione, che diventa fonte autonoma ed indipendente di responsabilità: detto in maniera più semplice, un genitore assume la propria responsabilità nei confronti del figlio nel momento stesso in cui esso viene messo al mondo, e non può sottrarsi ad essa perché non coniugato con l’altro genitore.

Diritti (e doveri) dei figli

Proprio da questo nasce la disposizione di legge successiva, che è rubricata proprio “dei diritti e dei doveri del figlio”. Che cosa ci dice questa ulteriore norma?

Che non importa che i genitori siano o meno sposati, ma in entrambi i casi un figlio:

  1. ha diritto ad essere mantenuto da entrambi i genitori (non vi spaventate, arrivate al punto 6 e capirete il perché!);
  2. ha diritto ad essere educato, istruito e assistito moralmente da entrambi genitori;
  3. ha diritto a crescere in famiglia. E non importa se la vostra famiglia è un po’ stramba e non è sempre facile stabilire le parentele, o definire il ruolo di qualcuno. L’importante è essere, ma soprattutto sentirsi, famiglia;
  4. ha diritto a mantenere rapporti significativi coi parenti. (Sì, anche con vostra suocera… fatevene una ragione);
  5. ha diritto ad essere ascoltato nelle questioni che lo riguardano, qualora abbia compiuto 12 anni, oppure sia comunque capace di discernimento (pertanto, se siete in piena fase “terrible two”, consolatevi: per una decina d’anni potrete ancora canticchiare: “e questa è casa mia… e qui comando io…”);
  6. ha il dovere di rispettare i genitori e deve contribuire, in relazione alle proprie capacità, alle proprie sostanze e al proprio reddito, al mantenimento della famiglia, finchè convive con essa. (e a quel punto, sarà già uscito di casa. Rassegnatevi)

Francesca Spotti

Avvocato penalista, si occupa di diritto di famiglia, diritto penale con particolare riferimento a reati contro la persona (maltrattamenti, violazione degli obblighi di assistenza famigliare, stalking, violenze e molto altro).

Milano: Via Francesco Sforza 3 tel.: 0254123935 fax: 0254011114

Monza: Via dei Mille 2 tel.: 0399467899 fax: 039946189

francesca.spotti@me.com

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