ci si veste a cipolla

Coprilo bene che prende freddo: cronaca di un’ipertermia annunciata

E’ giunto il momento di dar voce alla categoria dei bimbi 0-6 mesi, quei dolci frugoletti ancora in parte inermi, per aiutarli a superare un reale, oggettivo momento di enorme difficoltà: la mezza stagione.

Le neo mamme – perché si sa dal secondo figlio in poi tutto assume forme un po’ più rilassate – vivono il gran dilemma della mezza stagione… e con loro i loro amati cuccioli.

Non esistono più le mezze stagioni

La mezza stagione, quella via di mezzo dove non fa troppo caldo, ma nemmeno così freddo. Altresì conosciuto come il periodo in cui ci si veste “a cipolla”. Avete presente cosa significa?

Strati differenti di indumenti che in base alla variabilità del tempo indosseremo tutti o toglieremo a poco a poco. Non sarebbe male come idea se poi però si applicasse effettivamente la regola del togliere strati allo spuntare del sole, e togliere altri strati se non soffia un alito di vento e togliere ulteriori strati se l’afa comincia a far capolino… insomma è essenziale ricordare che togliere deve essere una parola attiva nel processo “ci si veste a cipolla”.

Ho mio malgrado dovuto constatare che, spesso, non è esattamente così.

Bene, per ovvi motivi frequento abbastanza assiduamente parchi e parchetti, ed immancabilmente mi capita di incontrare un elevato numero di ovetti, passeggini o carrozzine che trasportano il bene più prezioso di ogni mamma: il proprio bambino. Se il piccolo ha più di un paio di mesi mi capita di incrociarne lo sguardo nella speranza di rubare un sorriso.  Il più delle volte lo sguardo che incrocio sembra dire: “aiutami qui sotto ci saranno 30 gradi, mi sto sciogliendo, devi fare qualcosa, avvisa la mamma, è quella signora bionda con la canottiera verde”…

Giá perché la mamma ha tolto i suoi tre strati di vestiario e passeggia facendosi coccolare dal sole con indosso un abbigliamento leggero, mentre il malcapitato cucciolo giace boccheggiante con ancora indosso la sua felpa in cotone garzato rigorosamente allacciata, coperto da un comodo rettangolo di stoffa…  più comunemente denominato COPERTINA. Cappellino e calze presenti, of course!

Su ora non fate le indifferenti se vi siete riconosciute nella descrizione e non sentitevi assolte solo perchè non siete bionde! Siete tante, bionde, more, castane, rosse ma tutte e dico tutte rigorosamente in canotta.

Non me ne vogliano nemmeno le “mie” adorate mamme che vengono in fascioteca; il mio invito a svestirli non è non-curanza… è un tentativo di salvataggio infante! Perché con i supporti giocoforza il livello di calore sale, in maniera esponenziale e lo sguardo supplicante di cui sopra diventa pianto disperato.

Una delle motivazioni più ricorrenti che sento nel tentativo di giustificare l’eccesso di indumenti è: “sai, qui (fuori, al parco, o in un ovunque a piacere) c’è un po’ d’aria”… io in questi casi sono solita aggiungere “e per fortuna che c’è”  sappiamo tutti che l’aria ci serve per respirare e cara grazia che ce ne sia in abbondanza.

E’ primavera… svestite i bambini!

Scomodiamo persino una vecchia canzone popolare di Rabagliati per arrivare al dunque.

I nostri bimbi sentono caldo e freddo esattamente come noi, lo sapevate?

Avete chiaro che i passeggini, gli ovetti e ancor di più le carrozzine generano calore? Senza parlare poi del contatto corporeo in fasce e marsupi. Lo sapete vero che se voi passeggiate in sandali e shorts difficilmente i vostri figli staranno bene con tutina felpata, cappello e copertina? e non ditemi che è di cotone, non arrampicatevi sugli specchi, uno straccio di dignità che diamine!

Mi faccio portavoce dei tanti cuccioli che incontro. Vi prego i bambini hanno caldo (o freddo, ma qui vi vedo tutte ferratissime, omini Michelin ne abbiamo moltissimi) esattamente come noi adulti. Non ingaggiate una lotta senza quartiere se vostro figlio non vuole mettere il cappellino che voi avete ordinato tre mesi fa e fatto fare su misura con le iniziali ricamate, è probabile che gli dia fastidio perché scalda. Non ostinatevi a mettere due paia di calzini a maggio “perché sai lui li toglie sempre, così fa più fatica”. Io scommetto sul fatto che il vostro piccolo adorerebbe sgambettare coi i piedini al vento esattamente come voi, che avete tolto le calze che era metà marzo 😉

Forza mamme, coraggio! Non date retta alle nonne, la storia dell’aria ve l’ho giá spiegata poco sopra, liberateli dalle copertine a maggio sotto il sole, e anche se il sole non ci fosse, coraggio è maggio, primavera inoltrata, il rischio di ipotermia è scongiurato da mesi.

Fidatevi e quasi per magia i vostri cuccioli cominceranno a sorridere e parlottare e non avrete più motivo di pensare che non amino stare all’aperto (si gli sguardi catatonici o i pianti immotivati erano sintomi riconducibili alla calura in cui per troppo amore li stavate coccolando).

Buone passeggiate!

About Giovanna

Giovanna alias Giò, amo viaggiare, il mare, i dolci, i libri per bambini, i film di Almodovar, le scarpe, il cioccolato fondente e la cannella. Quando mi appassiono ci metto l'anima, ma non cedo facilmente alle mode passeggere o alle lusinghe. La mia prima risposta e' sempre no, da buona bilancia amo ponderare tutti i pro e i contro almeno millemila volte. Chi mi ama lo fa per sempre.

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